1

carabinieri scritte auto fianco 1

NOVARA -11-09-2019 - Nell'ultima settimana, i Carabinieri dipendenti dalla Compagnia di Novara hanno eseguito quattro operazioni di servizio nell’ambito della normativa a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, anche in applicazione del cosiddetto “Codice rosso”. In dettaglio sono stati i militari delle Stazioni di Novara, Momo ed Oleggio, ad operare i distinti interventi a tutela delle vittime che si erano rivolte all’Arma per segnalare le condizioni di sofferenza che stavano vivendo.

Un marito è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia (per alcune percosse in danno della moglie) aggravati dal fatto di aver commesso le azioni incriminate in presenza di minori. L’uomo si era reso responsabile di analoghe vessazioni nei confronti della consorte anche cagionandole lesioni guaribili in 7 giorni, in seguito alle quali è stata attivata la procedura del codice rosso.

Un ex marito ha ricevuto la notifica di un provvedimento del GIP (emesso su richiesta della Procura della Repubblica) di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie da cui ora è separato e dai figli.

Un uomo con problemi di droga è stato obbligato a lasciare l’abitazione dove viveva con la madre che da tempo subiva le sue vessazioni. L’intervento dei Carabinieri ha portato al sequestro di 23 grammi di hashish, al rinvenimento di un coltello che poco prima era stato utilizzato dall’uomo per minacciare l’anziana madre.

I genitori di una diciannovenne, originari di un paese centro africano, sono stati colpita da un provvedimento di “divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima” (emesso dal GIP su richiesta della Procura della Repubblica). La ragazza si era rivolta ai Carabinieri per denunciare i maltrattamenti che subiva ad opera dei genitori (che le avevano procurato
lesioni lievi a seguito di percosse con la cintura dei pantaloni piuttosto che per averla colpita con mestoli da cucina), era stata subito messa in sicurezza presso una casa protetta.

Ad accomunare le vicende lo stato d’ansia e frustrazione delle vittime e la necessità di chiarire le responsabilità dei presunti autori all’esito dei vari procedimenti nel corso dei quali tutti gli indagati dovranno rispondere del reato di “maltrattamenti in famiglia”, previsto e punito dall’art. 572 del codice penale, che prevede che “chiunque…maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l'esercizio di una professione o di un'arte, è punito con la reclusione da tre a sette anni. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso in presenza o in danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità come definita ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero se il fatto è commesso con armi e dal fatto deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione da quattro a nove anni; se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione da sette a quindici anni; se ne deriva la morte, la reclusione da dodici a ventiquattro anni. Il minore di anni diciotto che assiste ai maltrattamenti di cui al presente articolo si considera persona offesa dal reato”.

 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.