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NOVARA - 22-10-2020 -- Lettera aperta

del presidente di Confcommercio Alto Piemonte, Maurizio Grifoni, al Presidente del Consiglio, ai Presidenti delle Regioni e ai sindaci per dire "no alle chiusure indiscriminate delle imprese per fermare la Covid-19".

Questo il testo.

"State sbagliando! I provvedimenti introdotti, pur lodevoli nelle intenzioni, sono del tutto sbagliati nella loro formulazione logica. Si continua a sparare nel mucchio, mentre sono da colpire i singoli comportamenti di persone e imprese.
Se in auto passo con il rosso, non fermo tutto il traffico, ma sanziono chi non sta alle regole.
Non è giusto, né sensato e neppure logico trattare allo stesso modo coloro che rispettano il semaforo. Viene a mancare quella funzione fondamentale che chi trasgredisce, paga. Qui paghiamo tutti.

Chiudendo indiscriminatamente non educhiamo nessuno, imponiamo decisioni che non solo vanno a nocumento anche di coloro che in questi mesi, cittadini e imprese, si sono adoperati per rispettare le regole, ma che vengono avvertite come imposizioni poco accettabili.

A ogni elezione, a ogni occasione pubblica, la politica si rivolge agli Italiani come a un popolo intelligente, attento, responsabile, solidale, tranne poi prendere provvedimenti, come in questi mesi, che paiono invece supporre che sia tutto il contrario, con l’imposizione erga omnes di divieti, sanzioni, minacce, talvolta umiliazioni.

Coloro che non rispettano le regole sono da colpire in maniera pesante, siamo i primi a dirlo.
Non tieni la mascherina? Non sanifichi le mani? Non tieni le distanze? Crei assembramenti?
Ti sanziono.  
Punire tutti è solo più facile, ma non più efficace, non risolutivo.

Anche noi siamo preoccupati e in ansia per le nostra famiglie, i nostri clienti, i nostri dipendenti. Abbiamo investito risorse, tempo, energie per riaprire le nostre attività e renderle sicure.

E’ inaccettabile, pertanto, essere puniti per qualcosa che non abbiamo fatto -e che non vogliamo fare- e subire provvedimenti che potrebbero dare il colpo di grazia a un’economia che vive di rapporti interpersonali, di socialità, di sicurezza.
Sono tre infatti i pilastri fondamentali di ogni società: la fiducia, il senso, la sicurezza.

Rischiamo di avviarci verso un diastro sanitario ma anche economico e il rischio di tensioni sociali di cui non abbiamo nemmeno idea, né conosciamo la potenziale dimensione, è dietro l’angolo.

Le nostre imprese non possono reggere ulteriori pesanti limitazioni e ulteriori gravose chiusure perché non è solo una questione di incasso, ma di perdita di valore. Abbiamo il timore e il sospetto che tali scelte facciano gioco alla parte sommersa del Paese che potrebbe approfittarne, facendo acquisti di imprese a prezzi stracciati. Molte sono oggi infatti le imprese che si potrebbero acquistare in saldo, dopo anni di sacrifici e di fatica.
Caro Presidente Conte, cari Presidenti di Regione, cari Sindaci, ripensateci, state sbagliando!
Ethos, non Thanatos!"

 

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