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serena fiocchi camasco

NOVARA - 22-10-2020 -- Instancabile, curiosa, solare:

questa è la giornalista  Maria Serena Fiocchi, per tutti Serena, nata  il 5 novembre del 1953 a Novara, con ascendenze abruzzesi, romagnole, sarde e di Cameriano. Un crogiuolo di paesi ed un Dna decisamente variegato.

Figlia unica, ha vissuto un’infanzia coccolata e protetta, ha frequentato la scuola con successo fino alla laurea in Giurisprudenza e ha sempre desiderato fare la giornalista da quando il suo sogno di diventare una étoile della danza classica si infranse contro tre scogli: i piedi troppo lunghi, un seno importante ed una scarsa agilità! In tempi non sospetti il padre le aveva regalato una Olivetti lettera 32, su cui Serena si esercitava pensando, magari, di diventare dattilografa. Non sperava certo di entrare in una redazione, ma il destino e l’allora direttore del Corriere di Novara, Marzio Torchio le aprirono le porte della professione. Dal 1977, anno della sua assunzione, ha percorso tutti i gradini della carriera fino a diventare direttore nel 2008. “Dalla fine del 2014 sono in pensione e mi gusto la gratificazione dei successi, il piacere dei ricordi e la dolcezza del presente”. Non ha mai temuto di affrontare nuove sfide, così è stata editor esterno per una collana di romanzi d’amore, ha scritto articoli e prefazioni e moderato convegni su qualsiasi argomento, forte della voglia di approfondire e studiare, sempre e comunque.

Tra le soddisfazioni più recenti, l’onorificenza di Maestra del Lavoro e la presidenza di Stampa Club Novara.E’ orgogliosa di aver contribuito alla nascita di Territorio e Cultura Onlus, che molto ha fatto e sta facendo per la comunità novarese.

Serena è senza dubbio la decana delle giornaliste novaresi ed in un quarantennio di attività ha scritto migliaia di articoli, lavorando strenuamente ed in maniera diligente, sorretta dalla passione, dall’entusiasmo e dalla curiosità.

In tutto questo cursus honorum ci sono un marito e due bellissimi figlioli che l’hanno sempre supportata.

“Adesso il mio hobby è sostanzialmente fare quello che mi pare, dai viaggi alle cure del giardino a Rolate, in Valsesia, con interruzioni volontaristiche, dalla partecipazione allo stand Pro Camasco all’Alpàà di Varallo, dall’organizzazione di serate per Stampa Club, dal coordinamento della Commissione Scuola-Lavoro e Sicurezza dei Maestri del Lavoro piemontesi alla partecipazione dei progetti Territorio e Cultura”.

E naturalmente la scrittura, per puro diletto.

Serena per me è uno spasso: scegliere la fotografia per questo articolo è un’impresa, perché per ognuna c’è una spiegazione; quella col gelato (“mangio di tutto, dolce, salato, eccetto mostarda e castagne”), quella “dove l’abbronzatura mi abbellisce”, quella sotto un albero (“qui l’ombra mi abbellisce”). Poi la scelta cade nella quale fa la volontaria per la Pro Loco Camasco.

E’ un turbine, dotata di grande dialettica e di tanta autoironia, dote non sempre presente in chi pratica la sua professione.

Grazie Serena, soprattutto per aver scelto la foto…  io avrei optato per quella col gelato, data la tua proverbiale golosità……..

Manuela Peroni Assandri

 

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