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Djalali foto

ROMA -28-10-2017- E' stata consegnata ieri all'ambasciatore iraniano a Roma il testo dell'interpellanza presentata al ministro degli Esteri Alfano e sottoscritta da oltre 130 fra senatori e senatrici di tutti gli schieramenti, per chiedere la sospensione dell'esecuzione capitale del ricercatore Ahmadreza Djalali. Il 45enne, che per due anni ha lavorato a Novara al Centro di Medicina dei Disastri dell'Upo, è stato arrestato nell'aprile dello scorso anno in Iran dove si trovava per un convegno. Una settimana fa, la condanna a morte da parte di un tribunale di Teheran con l'accusa di spionaggio per Israele. L'interpellanza è stata consegnata all'ambasciatore dalla senatrice novarese del Pd, Elena Ferrara, dal senatore Luigi Manconi e da Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia. Quest'ultimo ha consegnato anche le firme raccolte negli ultimi giorni, da quando cioè, è stata comunicata la sentenza di condanna a morte per Djalali. Nei mesi scorsi erano state già consegnate 35.000 firme. Continua, intanto, la mobilitazione nazionale ed internazionale per ottenere l'annullamento della condanna e la liberazione di Djalali. (N.C)

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