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AIED fortina di oto

NOVARA - 22-05-2025 -- Si estende ad altre scuole superiori novaresi e anche all’Università del Piemonte Orientale il percorso di educazione all’affettività e sessuale promosso da AIED Novara nell’ambito del progetto ‘Più salute per le giovani donne’ iniziato nei mesi scorsi e che durerà per tutto il 2025. Il progetto, intrapreso dal consultorio di via Magnani Ricotti 10 e sostenuto con i fondi dell’8xmille della Chiesa Valdese, ha l’obiettivo di favorire l’accesso delle giovani donne tra i 18 e i 25 anni ai servizi sanitari e di consulenza di AIED Novara, offrendoli a tariffe agevolate, e in alcuni casi di forte disagio economico e sociale, anche in forma gratuita. Ma anche di diffondere conoscenza e incoraggiare il confronto sui temi delicati, quali la prevenzione e la sessualità consapevole.

La psicologa Sara Fortina e la ginecologa Alessia Di Oto, professioniste che collaborano stabilmente con il consultorio, insieme alla vicepresidente AIED Novara Silvana Ferrara, nei mesi di aprile e maggio hanno già incontrato quasi 200 studenti e studentesse che frequentano le quinte dell’ITS Fauser e le quarte dell’Ipsia Bellini. Nei primi quattro incontri di circa due ore ciascuno hanno affrontato diversi temi: da quelli sanitari come ad esempio le malattie sessualmente trasmissibili e la contraccezione, a quelli emotivi e sociali come il consenso e i diritti.

Gli incontri continueranno alla ripresa dell’anno scolastico da settembre in altre scuole superiori di Novara, con le quali è in corso la programmazione. In autunno AIED entrerà inoltre all’UPO per parlare di affettività, salute e benessere individuale e di coppia, con un progetto costruito ad hoc per le studentesse e gli studenti dell’università. Qui si affronteranno in maniera più approfondita anche argomenti legati alla violenza di genere e ai servizi di aiuto che le donne possono trovare in caso di necessità.

“L’esperienza di questi primi appuntamenti - raccontano Fortina e Di Oto - ci ha fatto rendere conto di quanto sia forte l’esigenza dei ragazzi di essere ascoltati, di avere davanti persone alle quali fare domande e ottenere delle risposte. Abbiamo incontrato i ragazzi e le ragazze in due contesti diversi: al Fauser erano in tanti perciò ci hanno fatto avere prima le loro domande in forma anonima. Al termine però in molti si sono avvicinati e ne hanno poste altre. Al Bellini erano tutte ragazze e suddivise in due gruppi meno numerosi, perciò l’atmosfera era anche più rilassata e tranquilla. Tante domande e curiosità sono arrivate senza imbarazzi. Dopo questi incontri siamo sempre più convinte che corsi come questo dovrebbero essere integrati nei programmi scolastici e svolti anche prima dei 18 anni. Non possono essere solo degli eventi spot tenuti da esperti che collaborano con associazioni di volontariato ad aiutarli in questo importante percorso di crescita. Gli adolescenti di oggi hanno accesso a tantissime informazioni, ma sono confusi e lasciati a loro stessi. Cercano una guida negli adulti, noi abbiamo il compito e la responsabilità di indirizzarli: se li ascoltiamo e li aiutiamo a chiarire la confusione, dando risposte ed educandoli, si riduce il rischio di approcci sbagliati, le cui evoluzioni purtroppo vediamo ogni giorno”.

“I ragazzi, ma soprattutto le ragazze - aggiunge Ferrara – sono consapevoli del loro corpo e sono attente alla loro salute. Le tante domande che ci hanno posto lo dimostrano: sono molto concrete e desiderose di avere informazioni chiare e sicure da persone esperte e affidabili. Abbiamo ricordato loro che AIED può diventare il loro punto di riferimento per ogni dubbio o problema. Abbiamo notato però una mancanza di conoscenza sui diritti delle donne. È un tema che non viene affrontato nemmeno nelle ore di educazione civica. Per questo stiamo pensando di proporre alle scuole anche la proiezione del documentario realizzato da AIED nazionale dal titolo ‘Il coraggio della Libertà, 70 anni di generazioni consapevoli’, che ripercorre settant’anni di battaglie per i diritti civili con tante interviste, testimonianze, immagini d’archivio, contributi e riflessioni sull’evoluzione sociale e culturale in Italia dal secondo dopoguerra ai nostri giorni. Può essere uno strumento in più per approfondire argomenti correlati a quelli sanitari ed emotivi che affrontiamo con loro”.

 


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