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PIEMONTE- 01-06-2025-- Con oltre 65.000 prestazioni effettuate tra visite ed esami svolti in orario serale e nei fine settimana, il Piemonte supera con un mese di anticipo l’obiettivo fissato di 50.000 prestazioni extra-orario. Il dato è stato annunciato con soddisfazione dal presidente della Regione Alberto Cirio e dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi.

"Con un mese di anticipo abbiamo raggiunto e superato abbondantemente le 50.000 prestazioni extra-orario, cioè la sera e nei fine settimana, arrivando alle oltre 65.000. Siamo soddisfatti della risposta da parte delle Aziende sanitarie, degli oltre 5.000 professionisti e operatori del comparto sanitario che hanno dato la loro disponibilità e dei cittadini che hanno apprezzato la novità e che hanno potuto effettuare visite ed esami nei fine settimana ed in orari serali", dichiarano Cirio e Riboldi.

Le prestazioni extra orario sono attività sanitarie – come visite specialistiche o esami diagnostici – effettuate fuori dagli orari tradizionali degli ambulatori pubblici, ovvero la sera o nei giorni festivi e nel weekend. Nascono per rispondere alla necessità di ridurre le liste d’attesa, offrendo ai cittadini maggiori occasioni di accesso alle cure e ai servizi. Queste prestazioni vengono rese possibili grazie alla disponibilità aggiuntiva di medici, infermieri e tecnici, che operano su base volontaria e retribuita, spesso attraverso fondi straordinari.

L’iniziativa, partita lo scorso 22 febbraio, rientra nel piano regionale per la riduzione dei tempi di attesa. "La riduzione delle liste d’attesa è la priorità che abbiamo indicato ai direttori generali delle Asr, unitamente all’equilibrio dei conti che è il presupposto fondamentale per la sostenibilità del sistema sanitario regionale – sottolinea Riboldi – La struttura dell’assessorato lavora ogni giorno, con le Aziende sanitarie, sul fronte del monitoraggio dei dati in tempo reale, con la Control room e il RUAS, Responsabile unico dell’assistenza sanitaria, figura di raccordo con l’Osservatorio nazionale. Siamo orgogliosi che la presidente Meloni ed il ministro Schillaci abbiano indicato il Piemonte come una delle Regioni più attive su questo fronte e rinnoviamo l’impegno per riportare la situazione sotto controllo".

Le prestazioni aggiuntive hanno consentito a oltre 65.000 cittadini piemontesi di ricevere cure e accertamenti che, con i tempi di attesa precedenti, rischiavano di essere rimandati o rinunciati.

"I risultati ottenuti dalla sperimentazione, anche a livello di apprezzamento dei pazienti, ci inducono ora a un’attenta analisi delle prestazioni maggiormente critiche e lavorare su quelle. Per questo motivo sono già in corso interlocuzioni con i ministeri competenti per definire le forme di un rifinanziamento dell’iniziativa; che permetta non solo di proseguire ma anche di avviare azioni strutturate nel tempo. Questi sono fatti concreti, apprezzati a tutti i livelli: il resto sono polemiche inutili e propaganda", conclude Riboldi.

I numeri del piano delle prestazioni aggiuntive

Dal 22 febbraio al 25 maggio sono oltre 65.000 le prestazioni extra orario effettuate dalle Aziende sanitarie piemontesi che hanno aderito al programma.

 

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