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ANZASCA- 01-06-2025-- Primavera 2015. La Valle Anzasca, splendida come tutte le altre valli dell'Ossola, ha un valore aggiunto unico, ineguagliabile, la Est del Monte Rosa, l'Himalaya a due passi da casa. Una gita breve e tranquilla al cospetto della parete, in una giornata splendida, diventa una conquista importante ed indimenticabile.

GITA  N. 53

ALPE CICERWALD – ALPE TORE

 MAGGIO 2015

Dislivello totale: 850 m.  Tempo totale: 3 h 50'.

Un amico ci propone di approfittare della bella giornata per andare a goderci la maestosa vista della parete est del Monte Rosa da uno dei punti più panoramici in assoluto, l'Alpe Cicerwald. Ci salivo più di mezzo secolo fa ad accompagnare mamma e zia, provette cercatrici di funghi, in tempi in cui c'erano più porcini, meno cercatori e nessuna traccia di burocrazia anche nella raccolta di funghi. Di qui vedi la Capanna Margherita ad occhio nudo e tocchi con un dito le quattro cime, incorniciate dai bellissimi boschi dell'alpe.

Accettiamo ben volentieri la proposta ed è così che una giovane signora, un ragazzo e otto anziani, accompagnati da Asia, Nena e Willy, partono da Borca, seconda frazione di Macugnaga, 1195, in una mattinata di sole. In prossimità della chiesa inizia il sentiero ben segnato che sale in presa diretta nel bosco sulla sinistra orografica del torrente Anza. Non si può sbagliare, la meta è una sola. Con passo tranquillo ma efficace raggiungiamo i bellissimi prati di Cicerwald, 1653, in poco più di un’ora. Colazione, foto, tutto senza fretta, ma è presto e saliamo ancora un po'. Sopra i prati, all'imbocco del bosco, in prossimità della piccola costruzione in cemento armato dell'acquedotto, parte il sentiero per l'Alpe Tore.  

Un piccolo cartello in legno sul primo larice dovrebbe aiutare, ma non lo vediamo, ci spostiamo all'estremità orientale dei prati e seguiamo una traccia che si perde subito. Nel bosco fitto e ripido saliamo decisamente “alla ventura” fino a che, con un po' di fortuna, troviamo il sentiero ben segnato. Nell'ultima parte questo si perde, ma puntiamo decisamente a ovest, attraversiamo un boschetto di arbusti e raggiungiamo i prati con i ruderi dell'Alpe Tore, 1921. Con alcuni arditi salgo ancora lungo una timida traccia fino a quota 2050, ma mancano tempo e voglia. Altri proseguono , ma la sovrastante punta del Battel, 2928, resta lontana.

E' difficile staccare gli occhi dalla Est. Ridiscendiamo all'Alpe Tore e di qui, tutti insieme, torniamo a Cicerwald, questa volta lungo il sentiero giusto (quasi due ore fra andata e ritorno da Cicerwald). Con assoluta calma, in prossimità di una delle belle baite con fontana annessa, ci rifocilliamo al sole e cerchiamo di ritardare al massimo l'ora del commiato da questo paradiso. A fine pennichella un gruppetto ridiscende a Borca lungo il sentiero di salita. Gli altri, dotati di maggior spirito d'avventura, imboccano un sentiero diverso, segnato di recente, che parte all'estremità occidentale dell'alpe e prosegue verso ovest fino all'altezza di Isella, per poi calare ripidamente fino alla strada, in prossimità del ponte sull'Anza che porta alla meravigliosa frazione.

Qualche centinaio di metri sull'asfalto li riporta alle auto a Borca in poco meno di un’ora. Cerchiamo di annegare in una birra il dispiacere di non vedere più il Rosa per qualche settimana.

Gianpaolo Fabbri

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