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galliate convegno peroni

GALLIATE - 01-06-2025 --"Chiamami Peroni, sarò la tua birra". Era lo slogan di un noto carosello pubblicitario degli anni'70, ma la birra Peroni, fra le più note in Italia, è soprattutto novarese. Si deve infatti a Francesco Peroni, nativo di Galliate, la nascita dell'omonima birra. Se ne è parlato proprio a Galliate in un convegno, organizzato dal Comune e Pro Loco dal titolo "Francesco Peroni, galliatese: l'uomo che unì l'Italia a tutta birra", e svoltosi nel castello Sforzesco.
Peroni, nacque a Galliate e si trasferì sul finire del 1845 a Vigevano, allora sotto il regno sabaudo, per impiantare una fabbrica di birra. Da li' iniziò una grande avventura, tutta spumeggiante. Massimo Delzoppo, giornalista e storico enogastronomico, ha spiegato come il Lombardo Veneto avesse imposto dazi fortissimi al vino piemontese, dando la stura per il conflitto con il Piemonte ed ha ricordato come i Peroni fossero originari della Francia. Ha citato il caso curioso di Peron, il presidente argentino, che nazionalizzò negli anni '50 la birra ed ha descritto della città di Galliate nei primi anni dell'800 e come Peroni fosse legato alla Lombardia: Sposò infatti una Merzagora di Angera da cui ebbe sette figli, quattro maschi e tre femmine. E 'sepolto ad Angera dove vi era la tomba della moglie. Nel 1864 Peroni entrò in società con due esponenti della ricca borghesia commerciale di Roma e diede vita già in quell'anno alla Ditta "Francesco Peroni e compagni", che produceva oltre a birra, anche gazzosa e aceto. Nel 1867 il figlio Giovanni raggiunse il padre che poi rientrò al nord per condurre la fabbrica di Vigevano fino al 1894, anno della sua morte. Ciò determinò lo spostamento definitivo dell'azienda a Roma che produceva, nel 1889, 12000 ettolitri annui e diventÚ famosa abbinandosi ad un noto caffè di via del Corso e partecipando ad esposizioni internazionali. Nei primi anni del '900 la Peroni si ampliÚ e su 58 operai, ben 35 operano nel settore ghiaccio. Nel 1904 si producevano 100 ettolitri giornalieri e gli utili aumentano. Dal 1907 al 1914 fu un crescendo di produzione con ingenti investimenti e si ingaggiarono anche nuovi commessi viaggiatori per far conoscere il prodotto. Con la guerra molte aziende piccole spariscono, ma non la Peroni che usò alcuni espedienti: abbassò la gradazione alcolica da 13 a 12 gradi, utilizzò succedanei come il riso, le castagne ed i fichi secchi. Giovanni Peroni morì nel 1922; a lui succedono i figli Giacomo, Franco e Francesco, ma sarà il primo a condurre la ditta. Il culmine della produzione si raggiunge nel 1924 con 1.465.000 ettolitri e solo negli anni '50 si riuscirà a superare questa quota. Vennero inaugurati nuovi stabilimenti a Bari e Napoli, assorbendo birre locali, giungendo ad oltre 1000 dipendenti. Negli anni 50 gli stabilimenti divennero quattro: Roma, Napoli, Bari, Livorno con campagne pubblicitarie con Anita Ekberg, Fred Buscagliene, Mina ed Ugo Tognazzi, Solvi Stubing, la bionda del celebre slogan. La Peroni cresce, ingloba altre aziende. Nel 1963 Carlo Peroni prese la presidenza e dieci anni dopo si producevano 2,5 ettolitri di birra annui e nasce la "Nastro Azzurro". Negli anni'80 inizia il declino. Vengono chiusi alcuni impianti e si assiste all'assalto delle multinazionali. Ora la Peroni/Wuhrer è una multinazionale con stabilimenti a Roma, Padova, Bari e Battipaglia.

Maurizio Robberto

 


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