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Luigi Maiuri

NOVARA -05-12-2018 - Si va verso una terapia per la celiachia, grave malattia autoimmune dell'intestino, che si verifica quando le persone sviluppano sensibilità al glutine, una sostanza presente nel grano, nella segale e nell'orzo. Un gruppo di ricerca internazionale composto da scienziati italiani e francesi ha scoperto un nuovo attore molecolare nello sviluppo dell'intolleranza al glutine. La loro scoperta, pubblicata su The EMBO Journal (A pathogenic role for cystic fibrosis transmembrane conductance regulator in celiac disease), suggerisce potenziali obiettivi per lo sviluppo di approcci terapeutici per la malattia. Quando le persone affette da celiachia mangiano glutine, il loro sistema immunitario innesca una risposta contro le cellule del loro stesso corpo, danneggiando la superficie mucosa dell'intestino tenue. Circa 1 persona su 100 soffre di celiachia, ma la prevalenza è circa tre volte superiore nei pazienti che soffrono anche di fibrosi cistica. "Questa co-occorrenza ci ha fatto intuire una connessione tra le due malattie a livello molecolare", ha detto Luigi Maiuri, professore ordinario di Pediatria all'Università del Piemonte Orientale e ricercatore dell'Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, che ha condotto la ricerca insieme a Valeria Raia (Università “Federico II” di Napoli) e Guido Kroemer (Università di Parigi “Descartes”, Francia). Alcuni effetti provocati dalla fibrosi cistica sull'intestino, sono molto simili alle risposte innescate dal glutine nei pazienti celiaci. Maiuri, Kroemer e i loro colleghi hanno esaminato più da vicino i fondamenti molecolari di queste somiglianze. "Non esiste ancora alcuna cura per la celiachia — sottolinea il professor Maiuri —; allo stato attuale l'unica strategia terapeutica è quella di mantenere una rigorosa dieta priva di glutine. Tuttavia, lo studio attuale è un passo promettente verso lo sviluppo di un trattamento. Suggerisce che i potenziatori CFTR, che sono stati sviluppati per trattare la fibrosi cistica, possono anche essere esplorati come punto di partenza per lo sviluppo di un rimedio per la celiachia".

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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