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VERCELLI – 10-06-2019 – Il 21esimo rapporto Almalaurea conferma l’eccellenza dell’Università del Piemonte Orientale. I dati sul profilo del laureati e sulla condizione occupazionale fotografano una realtà positiva rispetto alla media nazionale.

Il report del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea è stato presentato nei giorni scorsi al convegno “Università e mercato del lavoro” di Roma. Le indagini hanno coinvolto 75 università aderenti al Consorzio. Precisamente per l’Università del Piemonte Orientale sono stati intervistati 2026 laureati lo scorso anno. L’età media alla laurea per il complesso dei laureati è 25,5 anni (rispetto alla media italiana di 25,8), nello specifico di 24,7 anni per i laureati di primo livello e di 28,2 anni per i magistrali biennali. Il 63,1% dei laureati termina l’università in corso (la media italiana è il 53,6%). Il voto medio di laurea è 100,5 su 110 (la media italiana è 102,9 su 110). Ha svolto un tirocinio: l’84,9% dei laureati di primo livello (media italiana 61,1%), il 69,9% dei magistrali biennali (media italiana del 62%). Ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea il 6,4% dei laureati (media italiana 11,3%). Il 91,8% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente (la media italiana è dell’86,4%) e l’86,3% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso (82,4% la media nazionale). Più in generale, il 93,0% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso, superiore alla media nazionale dell’88,9%.

Un’altra indagine sulla condizione occupazionale ha invece riguardato complessivamente 2.892 laureati UPO. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo livello usciti nel 2017 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati di secondo livello usciti nel 2013 e intervistati dopo cinque anni. A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione dei laureati triennali è dell’81%, contro una media nazionale del 72,1%. La retribuzione è in media di 1.287 euro, nettamente superiore alla media nazionale di 994 euro. Il 68,8% gli occupati considera il titolo molto efficace o efficace per il lavoro svolto, inferiore alla media nazionale del 73,7%. Più nel dettaglio, il 59,3% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università, contro una media nazionale del 42,1%. Tra i laureati di secondo livello del 2017 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è pari all’80,5% (la media italiana è del 69,4%). La retribuzione è in media di 1.317 euro mensili netti (1.232 euro la media italiana). Il 67,3% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo (59% la media nazionale). Il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello del 2013, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari all’89%, contro un a media nazionale dell’85,5%. Le retribuzioni arrivano in media a 1.464 euro mensili netti (non distanti dai 1.459 euro di media italiana). Il 63,5% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro svolto (appena sotto la media nazionale del 65,3%).

«I dati che ci ha restituito AlmaLaurea sono molto soddisfacenti – ha commentato il rettore Gian Carlo Avanzi – . Questo risultato è frutto di una politica lungimirante del mio predecessore Cesare Emanuel; mi aspetto tuttavia che nei prossimi anni, grazie all’impulso del nuovo piano strategico, questi risultati davvero lusinghieri siano non solo riconfermati ma anche migliorati».

 

 

 

 

 

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