1

agricoltura campo

NOVARA-VCO- 14-01-2017- La tradizione sfida il gelo di questi giorni e non ferma le numerose iniziative che, da un capo all’altro delle due province, si susseguono per una delle ricorrenze più legate alla memoria e alla fede rurale, quella di Sant’Antonio Abate, che cade il prossimo martedì. Come sottolineano Sara Baudo e Maria Lucia Benedetti - presidente e direttore di Coldiretti Novara Vco – “con il 17 gennaio si apre un calendario di eventi concentrati, in particolare, nelle giornate di martedì (giorno della festa patronale) e della successiva domenica, quando si concentreranno diversi momenti di festa e aggregazione”.

In ogni caso, l’occasione vuol essere una giornata speciale, per festeggiare l’agricoltura e gli animali di fattoria, ma anche quelli d’affezione presenti nelle case dei cittadini: le celebrazioni  dedicate a Sant’Antonio Abate interessano tutte le parrocchie, con momenti religiosi e di festa più intensi (il ritrovo dei trattori, la benedizione degli animali e delle macchine agricole, il pranzo comunitario) proprio nei paesi in cui ancor oggi è più viva e marcata la tradizione, che un tempo si concretizzava anche con l’accensione dei grandi falò nei paesi e nelle cascine più grandi.

Anche nelle fattorie, infatti, in quel giorno di pausa dai lavori di preparazione dei campi era festa grande: al mattino passava il parroco a benedire lavoratori, stalla e animali, poi si faceva festa e si preparava alla sera l’accensione del fuoco.

Sarà inoltre particolarmente importante la celebrazione a Castelletto Sopra Ticino, dove Sant’Antonio Abate è patrono, o a Madonna del Sasso, dove la successiva domenica ci sarà la benedizione delle campanelle, seguita dall’incanto delle offerte e la benedizione del sale.

In molte parrocchie - tra cui Oleggio, Galliate, Cameri, Barengo e Caltignaga - è invece molto sentita la benedizione e la distribuzione del pane alla fine della Messa; a Trecate, invece, si terrà anche il tradizionale falò. Particolarmente sentite anche le feste a Briona e Momo – anche qui è ampia la partecipazione degli imprenditori agricoli – mentre fra Granozzo e Monticello vi sarà l’ormai tradizionale processione con i trattori, che trasporteranno fra le due chiese la statua lignea di Sant’Antonio percorrendo le campagne tra i due borghi.

E sarà festa anche a Novara e Verbania, città capoluogo, nelle diverse parrocchie.

Non solo: quest’anno, in piazza San Pietro a Roma, per “salvare la fattoria Italia” arriverà una vera e propria Arca di Noè con mucche, asini, pecore, maiali, capre, cavalli, galline e conigli delle razze più rare e curiose salvate dal rischio di estinzione dagli allevatori italiani che in migliaia da tutta la Penisola invadono la Capitale per iniziativa dell’Associazione italiana Allevatori (Aia) e Coldiretti.

Martedì 17, all’ombra del Colonnato ci saranno tra gli altri la bellissima bovina ‘pezzata rossa’ e la maestosa ‘piemontese’, la cui tradizione allevatoriale è molto radicata nelle nostre province.

Sant’Antonio, patrono di agricoltori ed allevatori nacque a Coma nella lontana terra d’Egitto in tempi remoti (si pensa nell’anno 251), distribuì ai poveri la cospicua eredità paterna e intraprese una vita di riflessione come eremita. L’iconografia raffigura sempre un maialino munito di campanella a fianco del santo egiziano, da cui il tradizionale appellativo dialettale “Sant’Antoni del purscell”, diffusissimo nelle nostre campagne e non solo.

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.