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cyberbullismo

NOVARA -01-11-2019 - Un manifesto per unire le buone prassi contro il cyberbullismo e favorire una digital life sicura e positiva: questa l’idea nata da Fondazione Carolina, la Onlus che promuove una sana crescita online dei ragazzi, nata in memoria di Carolina Picchio, la prima vittima di cyberbullismo in Italia, e del suo messaggio: “Le Parole fanno più male delle botte...”. “La proposta nasce in occasione del lancio della nostra ultima indagine nelle scuole - commenta il segretario generale, Ivano Zoppi - e si propone di riunire sotto un’unica bandiera quelle realtà che davvero operano nell’interesse della comunità, senza fini di lucro e spendendo una credibilità acquisita sul campo”.

Ogni giorno in Italia si tengono centinaia di lezioni sul cyberbullismo. Si tratta di contributi esterni, a cura di professionisti chiamati dalle scuole per formare ragazzi e genitori sui rischi legati all’uso distorto degli strumenti digitali.
Ma funzionano davvero queste lezioni? La Fondazione lo ha chiesto direttamente ai ragazzi, con un campione di 1000 studenti tra i 9 e i 17 anni distribuito su tutto il territorio nazionale. Dall’indagine, condotta dall’inizio dell’anno scolastico in collaborazione con Pepita Onlus, emerge che soltanto il 14% degli intervistati ritiene davvero utili gli approfondimenti sul cyberbullismo, il 55% addirittura poco o nulla.

“La spiegazione di questo risultato è molto semplice - commenta il segretario generale di Fondazione Carolina, Ivano Zoppi - e si spiega con il quesito sul coinvolgimento dei ragazzi, che si dichiarano adeguatamente coinvolto dalle lezioni frontali solo per il 35%, percentuale che cresce fino al 75% rispetto alle attività laboratoriali. Dobbiamo rispettare di più le nuove generazioni, capire che per aiutarli non basta aver letto due libri e mostrare qualche video su YouTube; ci vogliono competenze, passione e credibilità, invece nelle scuole entrano tanti, troppi pseudo esperti, che concorrono ai fondi per la formazione senza alcuna preparazione specifica e la dovuta esperienza, forti delle maglie larghe delle isituzioni”.

Dall’entrata in vigore della legge 71/17 in materia cyberbullismo, che il Parlamento ha dedicato proprio a Carolina, sono stati fatti dei passi in avanti, soprattutto sul fronte divulgativo. “Oggi tutti riconoscono il fenomeno del bullismo, anche nella sfera digitale, ma siamo indietro in termini di ricerca e di supporto, proprio mentre gli episodi aumentano costantemente (circa 9 giovani su 10 coinvolti in episodi di cyberbullismo secondo EURES) e cresce il disagio, online e in famiglia”, denuncia il Centro studi di Fondazione Carolina.

 

 

 

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