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statuina neolitico intatta

BIANDRATE -06-02-2020 - Scavo archeologico di Biandrate:

trovate dieci statuine del Neolitico.  Si è ufficialmente chiusa l'attività di scavo all'interno del sito archeologico di Biandrate: più di un anno e mezzo di lavoro sul campo, che ha portato alla luce importanti novità sulla storia del territorio novarese, ma non solo. Una serie di interessanti ritrovamenti ha infatti permesso di fissare le prime tracce di vita in quest'area al periodo neolitico. Le lancette della prima presenza umana nella pianura novarese si spostano così indietro di secoli e secoli, fino alla Preistoria. A confermarlo le quattro asce in pietra, ritrovate pochi mesi dopo l'inizio delle attività di scavo, a cui ora si aggiungono delle stratigrafie più antiche e un complesso di una decina di statuette, una delle quali è rimasta intatta per ben 6.000-7.000 anni.

I lavori sullo scavo, affidati alla Ft studio Srl con sede a Peveragno (CN), erano partiti a inizio giugno 2018. L'attività è partita con l'obiettivo di indagare un insediamento romano, le cui tracce di presenza erano affiorate durante i lavori per la costruzione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Milano. Gli archeologi hanno rinvenuto 4 asce in pietra del Neolitico e successivamente, hanno portato alla luce degli elementi che indicavano la presenza di stratigrafie risalenti alla Preistoria neolitica. E' stato completamente riportato alla luce l'insediamento romano, che risulta essere stato abitato a lungo e in maniera stabile, a partire dalla fine del I secolo a.C. fino al V secolo d.C.. L'insediamento è composto da due complessi risalenti a due epoche diverse.

Successivamente le attività di scavo si sono concentrate in un'area più ristretta. Proprio qui è stata ritrovata una decina di statuine, una delle quali giunta a noi perfettamente integra, in posizione seduta e con i tratti del volto visibili. Databile attorno al V millennio a.C., rappresenta un reperto sicuramente eccezionale, non solo perché è arrivata a noi perfettamente integra. Possiamo dire che l'intero ritrovamento, assume un grande valore sia per la sua localizzazione geografica, sinora inedita, sia per la quantità degli oggetti recuperati. La scoperta sarà inserita nel notiziario ufficiale della Soprintendenza, per darle diffusione scientifica a livello nazionale.

"Abbiamo creduto sin dall'inizio in questo progetto, su cui siamo al lavoro da prima del 2015 – commentano il sindaco Luciano Pigat e il coordinatore del gruppo di lavoro comunale Gabrio Mambrini - Questa nuova e ulteriore scoperta inattesa rappresenta per noi un grande motivo di soddisfazione e d'orgoglio, anche per l'interesse che è destinata a suscitare sul nostro territorio".

gruppo lavoro

 

 

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