
PIEMONTE-17-12-2020-- Nei primi nove mesi del 2020 il valore delle esportazioni piemontesi si è attestato a 28,9 miliardi di euro, registrando una contrazione del 17,6% rispetto all’analogo periodo del 2019. Questo risultato evidenzia le criticità che sta vivendo il tessuto produttivo locale. La crisi manifestata dalle esportazioni regionali è apparsa, infatti, più pesante rispetto a quella riscontrata a livello complessivo nazionale, realtà per la quale il valore delle esportazioni
La contrazione dell’export è stata ampia e ha interessato quasi tutte le regioni italiane. A fornire i contributi negativi maggiori sono state le grandi regioni del Nord - Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna – che hanno registrato decise riduzioni delle vendite verso i principali mercati di destinazione dei prodotti italiani, quali Germania, Francia e Stati Uniti.
"L’emergenza Covid continua a condizionare pesantemente l'export piemontese: le fette di mercato che continuiamo a perdere rappresentano una ferita alla nostra economia e al lavoro dei imprenditori che, nonostante tutto, vogliono scommettere nel loro lavoro e nel valore dei loro prodotti. Come istituzioni dobbiamo raccogliere questo importante campanello d'allarme e individuare nuove e straordinarie strategie che permettano alle nostre aziende di non arretrare e ai nostri prodotti d'eccellenza di varcare i confini italiani", dichiara il Presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia.
Nonostante la performance deludente delle nostre vendite oltre confine, anche nel periodo gennaio-settembre 2020, il Piemonte si è confermata la quarta regione esportatrice, con una quota del 9,3% sul totale nazionale, peso in netto calo rispetto al 9,9% dell’analogo periodo del 2019 e al 10,5% dei primi 9 mesi del 2018. La distanza dalla Toscana, quinta con una quota del 9,0% dell’export nazionale, risulta ormai marginale.
Tra le principali regioni esportatrici (tutte con una contrazione a doppia cifra) il Piemonte è stata quella che ha realizzato il risultato peggiore.
Il trend è stato negativo per la maggioranza dei settori di specializzazione piemontesi a eccezione del comparto della farmaceutica, che nel contesto pandemico, ha segnato una crescita a doppia cifra (+24,1%). L’alimentare ha tenuto sui livelli dell’anno precedente (-0,5%), mentre tutti gli altri grandi attori delle vendite oltre confine hanno subito una pesante battuta d’arresto.
A penalizzare maggiormente il nostro export è stato, ancora una volta, il settore dei mezzi di trasporto. Questo comparto, che genera poco meno di un quarto delle esportazioni regionali, aveva patito una frenata già nel biennio 2018-2019, confermata anche dal risultato complessivo dei primi 9 mesi 2020 (-29,5%). In particolare la flessione più impattante ha riguardato l’export di autoveicoli (-36,7%).
L’altro grande malato del 2020 è il comparto tessile, che ha registrato diminuzioni importanti. Per questo settore l'export ha subito complessivamente un crollo del 20,9%.
Anche per le industrie dei metalli la contrazione delle vendite oltre confine rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente appare particolarmente dura (-20,3%). La meccanica, secondo comparto delle esportazioni regionali, segna una calo del 17,8%. Al di sotto della flessione media regionale troviamo la gomma plastica (-14,9%) e l’industria chimica (-8,1%).
Per quanto riguarda i mercati di sbocco, nei primi 9 mesi del 2020 il bacino dell’Ue-27 ha attratto il 56,1% dell’export regionale, dato calcolato in un contesto post Brexit al netto della Gran Bretagna. Si è parallelamente incrementato quindi il peso esercitato sul totale delle esportazioni regionali dai Paesi extra Ue-27 (43,9%), che includono ora i dati del Regno Unito.
Complessivamente le esportazioni verso i mercati comunitari sono diminuite del 16,4% . La Francia si conferma il primo partner per il Piemonte, con una quota pari al 14,5% dell’export piemontese, ma segna -17,8%. In forte calo anche l’export sul mercato tedesco (-16,2%), che assorbe circa il 13,8% delle nostre vendite oltre confine. Pesantemente negative anche le variazioni registrate verso Spagna, Polonia e Belgio.
Ancora più penalizzante è risultata la performance sui mercati extra Ue-27. La flessione è apparsa decisamente più intensa verso gli Usa (-22,6%), primo mercato extra Ue per il Piemonte, la Gran Bretagna (-22,5%) e la Svizzera (-30,2%). Le vendite di prodotti piemontesi in Cina calano di 15 punti percentuali, la Turchia segna una flessione del 12,8%, mentre ancora più pesante appare la contrazione delle esportazioni verso il Brasile (-21,8%).


