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 alpini cappello

NOVARA - 10-07-2021-- Il gruppo Alpini di Novara A. N. A. “Angelo Lorenzoni” è stato fondato nel 1960 in memoria della Medaglia al Valor Militare Angelo Lorenzoni, decorato della Grande Guerra. Alpino, Alpinista, valido fotografo di montagna, morì nel 1960. Le iniziative del gruppo novarese, sotto la guida di Sergio Ferrari furono da subito molteplici come la visita ai mutilatini del Don Gnocchi, il Natale dei bambini dei soci, trasformata poi nel Natale dei bimbi diversamente abili, o la celeberrima Caminada par Nuara, solo per citarne alcuni.
Gli Alpini fanno parte della storia d’Italia, amati da sempre e da tutti. Il motto ‘Ricordare i morti aiutando i vivi’ non ha bisogno di commenti, gli Alpini dove c’è ‘bisogno, dall’aiuto, alla solidarietà ci sono sempre. Sono un’associazione d’arma con un nucleo di Protezione Civile al suo interno, oltre al nucleo cinofilo del Gruppo Laika con cani da ricerca, da soccorso, da ritrovamento.
Giampaolo Bertaglia è il segretario della sezione novarese, il capogruppo è Antonio Bovio, simpatici ultrasessantenni che parlano con orgoglio del Gruppo a cui appartengono, ma anche con una punta di tristezza, perché consapevoli che gli Alpini stanno scomparendo, alla morte di uno non c’è un rimpiazzo. A Novara il gruppo conta 75 Alpini e 72 Aggregati (non sono Alpini, ma ne condividono gli ideali). Il gruppo fa parte del X, nato nel 1875 e dislocato a Domodossola.
Nell’ultimo anno, per le complicanze del Covid, se ne sono andati in sei, ma il Gruppo è coeso, persegue i suoi ideali, al venerdì sera si incontrano nella sede di Via Pier Lombardo, sotto la Cupola, nel totale rispetto delle norme igienico-sanitarie e passano un paio d’ore in compagnia, con mogli al seguito.
Mi raccontano che l’associazione non riceve sovvenzioni di nessun tipo, vive delle quote associative e grazie a qualche donazione esterna, che sono sempre vicini alla popolazione, alle scuole, a chiunque abbia bisogno.
La pandemia ha costretto a rinunciare ai consueti raduni nazionali, fino a maggio del 2022 non se ne parlerà, così come la castagnata in Piazza Duomo che il 30 è 31 ottobre ci dà appuntamento. E questa è una splendida notizia.
Alle pareti tanti gagliardetti, un medagliere raccoglie le medaglie di ogni raduno dal 1920 al 2019, ci sono vecchi sci di legno, fotografie e tanti ricordi. La tavola dove ci accomodiamo per parlare è una di quelle sulle quali non è difficile immaginare belle serate in allegria. Ma è da sottolineare che bere non è ubriacarsi Bovio e Bertaglia ci tengono a precisarlo: ‘’ Poco vino ma buono, non superiamo mai il limite ed usciamo da qui sempre sulle nostre gambe’’.
Sul tavolo i due cappelli, con le penne nere di corvo. A seconda del battaglione cambia il colore del nappino (quella specie di batuffolo alla base della penna) ;rosso, verde, bianco, i colori della bandiera per i primi battaglioni, blu per il quarto, verde per l’artiglieria alpina, il cremisi per il Genio alpino.
C’è tanta storia tra le parole dei due Alpini, c’è un senso civico ed un senso del rispetto gerarchico nelle loro parole. Ma soprattutto tanta passione ed un grande senso di appartenenza.
Valori che purtroppo oggi, vanno perduti di giorno in giorno.
W gli Alpini e la giornata dell’8 luglio, a loro dedicata.


Manuela Peroni Assandri

 

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