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PIEMONTE - 23-7-2025 -- La giunta regionale del Piemonte porta in Aula l’aumento dell’Irpef regionale, previsto per far fronte alla riduzione degli scaglioni da quattro a tre, come richiesto dalla normativa nazionale. L’assessore al Bilancio Andrea Tronzano ha illustrato la manovra in Commissione, sottolineando che l’aumento sarà temporaneo e accompagnato, dal 2028, da riduzioni fiscali e nuove detrazioni per le famiglie numerose.

L’intervento esclude i redditi sotto i 15.000 euro e oltre i 50.000, mentre colpisce il ceto medio: nella fascia 15-28mila euro si pagheranno circa 33 euro in più all’anno, nella fascia 28-50mila fino a 106 euro. Una scelta che ha innescato la reazione della CGIL di Novara e VCO, che definisce il provvedimento “l’ennesimo schiaffo ai lavoratori dipendenti e pensionati”, già colpiti da rincari e da rinnovi contrattuali insufficienti.

Secondo il sindacato, si tratta di un aumento “ingiustificato” che non produrrà miglioramenti nei servizi pubblici, come sanità, trasporti o welfare, ma solo un aggravio per chi vive di reddito fisso. Intanto, in Commissione sono stati presentati oltre 220 emendamenti dalle opposizioni, che contestano la scelta della giunta Cirio di puntare sull’aumento del gettito anziché su alternative di equità fiscale.


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