TORINO -09-03-2019 - Nel 2018 dopo anni, in Piemonte, è stata registrata una dimunizione delle nuove diagnosi di tumore. Secondo i dati diffusi, lo scorso anno sono stati stati stimati 30.850 casi, 50 in meno rispetto ai 30.900 del 2017 (erano 30.700 nel 2016 e 28.128 nel 2015). Il tumore più frequente è diventato quello della mammella: nel 2018 sono stati stimati 4.350 nuovi casi (erano 4.200 nel 2017); seguono il cancro del colon-retto (4.050, erano 4.350 nel 2017), che nel 2017 era il più diagnosticato, e del polmone (3.450, erano 3.500 nel 2017). Sono 280.000 i cittadini che vivono dopo la scoperta della malattia, un dato in costante aumento: la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi raggiunge il 63% fra le donne e il 53% fra gli uomini, in linea con la media nazionale. I dati sono contenuti nel volume “I numeri del cancro in Italia 2018”, realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), da Fondazione AIOM e PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), a Torino nella sede della Regione. Antonio Saitta, assessore regionale alla Sanità, ha sostenuto che “il Piemonte è una delle regioni al vertice delle graduatorie nazionali per la qualità dell’assistenza, in base alla griglia dei Lea. In particolare, fra gli indicatori estremamente positivi, vi è proprio l’incremento dei test di screening per cervice uterina, mammella e colon-retto Il Piemonte ha inoltre una consolidata tradizione nel campo della prevenzione oncologica, con il programma Prevenzione Serena che ha una storia di successo di oltre 20 anni. Per mantenere questi livelli di eccellenza abbiamo avviato il piano per la riduzione delle liste d’attesa ed un programma straordinario di assunzioni del personale dopo anni di blocco del turnover per i vincoli del piano di rientro. L’attività di cura dei tumori delle strutture sanitarie piemontesi è stata rafforzata, con l’obiettivo di aumentare la quantità di prestazioni e ridurre la mobilità passiva”.


