
NOVARA - 06-11-2019 - Parte da Novara un appello alla Regione Piemonte e al Governo per garantire un futuro occupazionale alle persone con disabilità rappresenta una sfida. Il presidente della sezione novarese dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Pasquale Gallo, ha organizzato un incontro per il punto della situazione e denunciare le principali criticità nell'applicazione di due importanti leggi: la n. 68 del 1999 che riguarda le categorie protette e la legge 113 del 1985 riguardante il collocamento delle persone con disabilità visive nei centralini telefonici di enti pubblici e privati.
"Due norme che andrebbero totalmente rivisitate - spiega Pasquale Gallo - a partire dalla legge 68, che riguarda tutti i disabili ma che, all'atto pratico, penalizza ipovedenti e non vedenti, i quali avendo una percentuale di disabilità superiore al 75% hanno poche probabilità di trovare lavoro. La legge riguarda infatti tutte quelle persone che hanno almeno il 46% di invalidità. Dovendo scegliere, un'azienda preferisce dare occupazione a persone con percentuali di disabilità più basse. Se a ciò aggiungiamo che un'altra norma specifica, la 113/ 85, riconosce e tutela i disabili visivi che hanno al massimo 1/10 di vista, ci rendiamo conto delle enormi difficoltà che incontrano quotidianamente gli ipovedenti nella ricerca di un'occupazione".
"Il problema è sostanzialmente normativo - rimarca il presidente Gallo - ed ecco perché da Novara e dal Piemonte lanciamo un appello al Governo, affinché discuta e aggiorni la legge 113/85. All'esame della Camera dei Deputati giace una proposta di revisione presentata dall’ on. Troiano il 13 Maggio 2019, con atto n. 1846, già assegnato alla Commissione XI Lavoro lo scorso 22 luglio. Il nostro auspicio è che anche gli ipovedenti possano accedere ai benefici della legge e che, oltre al lavoro di centralinista, possano presto essere riconosciute anche le professioni cosiddette 'equipollenti' ossia quelle di addetto Urp, di operatore di segreteria e di responsabile della gestione del database. Il secondo appello lo rivolgiamo invece alla Regione Piemonte affinchè si possano unificare, in un’unica giornata, l’esame di fine corso formativo e quello di abilitazione alla professione di centralinista, così come avviene ad esempio in Emilia Romagna. I disabili visivi - conclude Gallo - hanno i titoli e le potenzialità per poter svolgere numerose mansioni lavorative, ma come al solito in Italia i diritti e la democrazia restano sulla carta".


